Lambrusco Casalpriore, un amore che non conosce tempo


Nel cuore dell’Emilia Romagna esistono vitigni unici per le loro caratteristiche e la loro storia. Dalla labrusca vitis citata due millenni orsono da Virgilio, Columella e Plinio il Vecchio nasce uno straordinario e tipico vino frizzante. Il Lambrusco, il vino più venduto di tutta Italia che per la sua freschezza e morbidezza è amato da un vasto pubblico. Oggi vi portiamo con noi a conoscere un Lambrusco unico, sempre e solo Biologico certificato ICEA, nato nel 1987 dalla passione di Gabriele Ronzoni. Si tratta del Lambrusco Casalpriore, vino che nasce e vive in un antico casale seicentesco posto a Stiolo di San Martino in Rio, a 4 km da Campogalliano. Queste terre sembrano essere nate con questa vocazione e, già da documenti del XV secolo si dimostrano elette alla coltivazione della vite.

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“Il Marchese Niccolò D’Este, Signore di Ferrara e del Castello e Terre di San Martino in Rio, il 2 Giugno 1440 sancisce gli “Statuta” di quel possesso reggiano e, controfirmati dai dodici Sapienti del luogo, li trasmette al Podestà. In questi Statuta si intuisce che quella della vite è la coltivazione più preziosa poiché regolata da severe norme di conduzione: vigne e pergolati devono essere potati in Marzo prima della festa di Santa Maria, zappati una volta in Marzo e una in Agosto e sancisce gravi pene per i danneggiamenti degli uomini o animali, riferendosi a galline e oche. Fra i dodici Sapienti che firmano gli Statuta ci sono Gandinus de Raijmondis de Sustiolo e Jacobus De Feretis de Sustiolo cioè due persone di casa nostra: Stiolo. Le cantine del XVII secolo , i vasi vinari dell’Ottocento e i pergolati con gli antichi ceppi ancora vigorosi sono un segno della continuità e vocazione a questa coltura. Al confine tra Modena e Reggio Emilia, il terreno di Casalpriore è favorevole alla produzione di Lambrusco Salamino e Ancellotta, tipiche reggiane, ma anche Lambrusco di Sorbara e Oliva.

Tutto è favorevole: la storia, le terre e le energie della famiglia Ronzoni sono un connubbio unico per la produzione di un Lambrusco biologico sano che raccoglie il meglio delle due province. A sostenere la qualità di questo vino, oltre alla produzione biologica, troviamo anche le eccezionali caratteristiche organolettiche: contenendo un alto contenuto di polifenoli riscontrabile grazie alla sua colorazione intensa e un basso tenore di solfiti, possiamo dire che questo è un vino salutare. Le viti sono coltivate con il metodo biologico che evita l’uso di ogni tipo di concime di sintesi e diserbanti. Sono concimate con concimi naturali e vengono raccolte a mano. Tanti sono i riconoscimenti ricevuti dall’azienda in questi anni che danno ulteriore sostegno al nostro amore “al primo assaggio”: – Nel Giugno 2014 il Lambrusco Casalpriore è stato selezionato e incluso nella guida del Concorso Enologico ‘Matilde di Canossa – Terre di Lambrusco’ – Nel Maggio 2014 ha ricevuto la Medaglia d’Argento al Concorso Internazionale ‘La selezione del Sindaco’ con 83,80 punti, concorso che vedeva in gara oltre mille vini provenienti da tutta Italia e da Austria, Germania, Portogallo, Lussemburgo e Slovacchia. Tuttavia rimane il gusto la maggiore conferma. Il Lambrusco Casalpriore sa di buono: tra profumi di frutti di bosco, aromi floreali, tannini vellutati e persistenti è facile desiderare un secondo, ma anche un terzo bicchiere

Ringraziamo Raffaele D’Angelo di INformaCibo e il Sig. Gabriele Ronzoni per la storia e le immagini.

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